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L'assistenza delle persone offese nel giudizio a carico di minorenni. La tragedia di Siliqua.

OMICIDIO SILIQUA: UDIENZA NON NOTIFICATA, FIGLIO VITTIMA PROTESTA

(AGI) – Cagliari, 18 ott. – In appello, qualche giorno fa a Cagliari, e’ stata ridotta a 11 anni la pena di 18 anni e 8 mesi, inflitta in primo grado al 17enne accusato di aver ucciso e bruciato l’8 aprile del 2010 una vedova nella sua casa di Siliqua, nel Sulcis-Iglesiente. Ma i figli della vittima, Maria Rosanna Carrus, 71 anni, l’hanno saputo solo a cose fatte, dalla stampa, e oggi manifestano rammarico e amarezza. “Sappiamo che nei processi a carico dei minori non potevamo costituirci parte civile”, spiega Massimo Uccheddu, figlio della pensionata uccisa in un tentativo di rapina da una banda di tre ragazzi del paese, tutti condannati dopo la confessione del 17enne. “Ma avremmo voluto assistere all’udienza a Cagliari, come abbiamo fatto nel precedente grado di giudizio e nel processo in abbreviato a carico dei due maggiorenni”.
“Al nostro avvocato non e’ arrivata la notifica della data del processo. Credo che avessimo comunque diritto a partecipare”, aggiunge Uccheddu che vive in Brianza, cosi’ come la sorella Rita. Entrambi si erano costituiti parte civile assieme agli zii, i tre fratelli della vittima ed era stata loro concessa una provvisionale dai giudici di primo grado che nel marzo scorso hanno condannato a 18 anni di carcere i due maggiorenni arrestati per il delitto, Francesco Pisu e Sariano Corda, che all’epoca dei fatti avevano rispettivamente 19 e 18 anni. Il minorenne che, il giorno della tentata rapina finita nel sangue, aveva fatto da palo, era stata condannato in primo grado dal tribunale dei minori di Cagliari a 18 anni e 8 mesi.
Secondo quanto emerso dalle indagini e dal processo, i tre erano stati scoperti dalla vedova mentre rubavano in casa sua e avevano reagito picchiandola selvaggiamente. Per non essere scoperti avevano poi deciso di dare fuoco alla casa e alla donna, dopo averle deposto un materasso addosso. Il corpo della vittima era stato poi trovato carbonizzato dai vigili del fuoco.
Come richiesto dai suoi assistiti, convinti che aggressione e omicidio, si sarebbero potuti evitare, il legale degli Uccheddu e dei Carrus, Giuseppe Maria De Lalla, dell’omonimo studio milanese, nel marzo scorso ha presentato un esposto alla procura di Cagliari nei confronti dei carabinieri all’epoca in servizio nella stazione di Siliqua: avrebbero sottovalutato la segnalazione di un giovane del paese che alcune ore prima del delitto si era presentato in caserma per avvertire delle intenzioni dei tre ragazzi, facendone anche i nomi.(AGI) Robda: http://www.diritto-oggi.it/archives/00060904.html

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