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Pubblichiamo oggi una breve presentazione redatta dallo staff di PROXEMICA.
PROXEMICA è una nuova realtà composta da un preparatissimo team composta e fondata da:
Dott. Luca Cionco, sociologo, psicologo, Già fondatore, direttore e docente della Scuola di Analisi Comportamentale.
Dott. Michele Dal Bo, psicologo, psicoterapeuta, analista comportamentale.
Dott.ssa Giulia De Amicis, tecnico della riabilitazione psichiatrica, analista comportamentale.

Tutti formatisi presso la Scuola di Alta Formazione Analisi Comportamentale (1).
Lo staff di PROXEMICA (che opera su tutto il territorio nazionale) si occupa della lettura del linguaggio analogico (ovvero non verbale) di tutti i soggetti coinvolti nel processo penale.
Il tema è tanto famoso quanto dibattuto preso atto delle moltissime teorie a riguardo e dell’indubbia difficoltà di una scienza che ha la pretesa di investigare ed evidenziare i “segni” della menzogna.
Il tema, come detto, è dibattutissimo da anni (rectius: praticamente da sempre) e si presta – non solo a studi e dati seriamente scientifici come quelli a cui rigorosamente si affidano ed ispirano i fondatori di PROXEMICA – a multiformi approcci compresi, è di esperienza comune, quelli assolutamente superficiali e suggestivi ma privi di basi affidabili adatti non già alle aule di Giustizia ma ai salotti televisivi.
Partiamo da alcuni dati di fatto, direi, incontrovertibili:
– La comunicazione verbale rappresenta scientificamente una piccola percentuale delle modalità comunicative degli esseri umani. Questo è un dato oggettivamente e universalmente accertato;
– Percentualmente, la comunicazione tra esseri umani, al di là del fatto che questo dato sia percepito e codificato dagli interlocutori, si articola principalmente con una comunicazione NON verbale;
– Tono della voce, linguaggio del corpo, ritmo dell’eloquio, postura, ritmo della comunicazione, movimento degli occhi, reazioni fisiologiche (sudore, rossore. pallore) sono condotte che indefettibilmente accompagnano e si uniscono alla comunicazione verbale (se non altro, la c.d. “macchina della verità” nella sua applicazione classica era volta proprio a rilevare alcuni tra queste reazioni fisiologiche);
– Alcune (la maggior parte) di queste reazioni non sono governabili dal parlante o lo sono difficilmente. Durano magari solo pochi secondi o frazioni di secondo ma, ancora una volta obbiettivamente, è un dato di fatto che non siano controllabili;
– La menzogna determina una quota/percentuale di comunicazione non verbale involontaria che può essere (sebbene a fronte di una comprensibile difficoltà) percepita e codificata quale, appunto, indizio di menzogna.

Come detto, si tratta di una pratica – la lettura degli indizi di menzogna – assolutamente complessa, che non si improvvisa (sebbene si presti ad esserlo quale “branca” della cosiddetta psicologia ingenua), ma che ha delle basi scientifiche e, soprattutto, oggettivamente esistenti.
Ovviamente, non è pensabile di basare una difesa nel processo penale sui dati del comportamento non verbale (ad esempio dei testimoni escussi e, in particolar modo, della persona offesa ma anche, in misura minore, del Giudice) pur investigato ed interpretato da un esperto (sebbene nel sistema giudiziario americano il tema della comunicazione non verbale sia assolutamente sdoganato quando si tratta di procedimenti decisi dalla giuria popolare).
E’ tuttavia fuori di dubbio che una attenta, scientifica e preparata lettura del comportamento analogico può essere uno strumento in più per il difensore e, quindi, a vantaggio dell’accusato; una risorsa in più per la pianificazione di una linea difensiva concretamente efficace e completa.
Si pensi (campo di elezione dello Studio Legale de Lalla) ai numerosi casi di accuse di abusi sessuali sui minori o su altre categorie deboli.
In questi casi, ex art. 392 c.p.p., l’audizione della persona offesa avverrà in sede di incidente probatorio con video ripresa della testimonianza assunta.

Innanzitutto, occorre sottolineare che è proprio la procedura penale che impone la video ripresa poiché è di esperienza comune (confermato così uno dei presupposti sopra evidenziati) che la testimonianza del minore sospetta vittima di abusi debba essere valutata anche alla luce della comunicazione non verbale del minore medesimo messa in atto nel corso della di lui audizione.
Peraltro, è proprio nei casi di soggetti minori – e, quindi, maggiormente incapaci di arginare le reazioni involontarie che accompagnano la verbalizzazione – che la lettura della comunicazione analogica risulta maggiormente efficace e preziosa.
Il difensore potrà così essere coadiuvato (oltre che da uno psicologo forense esperto dell’età evolutiva) anche dall’esperto nel campo dell’analisi comportamentale per apprezzare, analizzare, interpretare ed utilizzare tutti quei dati che aiutano a leggere il portato della testimonianza del minore (e, come spesso accade in difetto di evidenze mediche, nei processi ove si tratta di sospetti abusi sessuali su minore la testimonianza dello stesso è l’unico elemento a carico dell’accusato).

Peraltro, anche in sede di testimonianza della persona offesa maggiorenne o del teste, l’esperto di analisi comportamentale potrà coadiuvare il difensore nell’organizzazione del controesame individuando i temi della testimonianza che si sono rivelati più carichi emotivamente per il teste.

Leggiamo, quindi, la presentazione dello staff di PROXEMICA (a breve anche on line con un sito dedicato) rinviando a prossimi articoli la pubblicazione di interessanti lavori  di questo preparato team di consulenti.

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PROXEMICA

come l’investigazione della comunicazione non verbale

può coadiuvare la difesa nel processo penale

(Dott. Cionco, Dal Bo, De Amicis)

L’iceberg è stata la metafora che ha accompagnato il mondo della psicologia da Freud a Mehrabian, dove la parte che emerge è la parte conscia in Freud e la comunicazione verbale (7%) in Mehrabian.
La comunicazione non verbale è quindi tutto quel complesso sul quale si focalizza poco l’attenzione altrui, ma in realtà racconta molto più di quanto possano fare le parole, e lo racconta, molto spesso, dicendo la verità.

Il 38% è dedicato alla voce e alle sue sfumature di tono, volume e pause, dalle quali si può comprendere quale emozione si sta provando, se ci si è preparati una risposta o anche se si mente.

Il 55% è la parte dedicata alla Prossemica, ovvero al linguaggio di prossimità degli esseri umani, alla Cinesica con tutta la sua serie di altri insiemi come gesti adattatori, illustratori, manipolatori, movimenti deittici, pittografici etc, e alla Mimica, che studia la rappresentazione nel volto delle emozioni.

La disciplina che studia ogni aspetto del comportamento umano e analizza scientificamente le dinamiche correlate è l’Analisi Comportamentale, che avvalendosi di tecniche e metodi scientifici di codifica e decodifica può descrivere, in maniera oggettiva, i significanti del comportamento in ogni singolo gesto corporeo ed espressione facciale, anche se celate, modulate o falsificate.

Sono state individuate sei emozioni universali e innate, ognuna delle quali ha caratteristiche ben definite. Ad esempio, la felicità è reale se e solo se vi è l’attivazione del muscolo orbicularis oculi (AU6) insieme all’orbicolaris oris (AU12) dove AU è l’acronimo di Action Unit che attraverso il numero, accompagnato dalla lateralità e dall’intensità, contrassegna il tipo di movimento muscolare che in associazione ad altri compone una o più emozioni, vere, modulate o falsificate.

In un ambiente come quello delle aule di Giustizia ove la comunicazione è fondamentale, il ricorso a metodologie e a presupposti scientifici di analisi delle emozioni e del body language diventa la nuova via, l’unica in grado di comprendere e spiegare le complessità delle dinamiche relazionali, ma che necessita – evidentemente – di effettiva competenza scientifica e di preparazione specifica.

Competenza e preparazione che il Team di Proxemica può fornire per acquisire il maggior numero di informazioni circa ogni singolo scambio comunicativo – dal colloquio all’interrogatorio alla testimonianza – per individuare ogni hot spot discomunicativo segnalante gli argomenti che meritano approfondimenti nonché per una valutazione della credibilità del soggetto in esame.

Nella maggior parte dei casi, ciò viene svolto analizzando videoregistrazioni, valutando, soprattutto ma non solo, quali parole sono utilizzate, le variazioni del tono vocale, la presenza di pause, errori e lapsus, microespressioni ed indizi di stress fisiologico, così da poter coadiuvare scientificamente il committente (nella maggioranza dei casi il difensore affiancato anche da altri consulenti) nella individuazione ed attuazione della migliore linea difensiva nonché nella attuazione pratica della stessa.

In casi di abuso sessuale, ad esempio, esistono delle emozioni e dei sentimenti che potrebbero affiorare e tradursi in linguaggio non verbale, come senso di colpa o vergogna, e la presenza o l’assenza delle stesse (e delle correlate reazioni/comportamenti fisiche) può segnalare verità o falsità del racconto.

In Italia l’Analisi Comportamentale è ancora poco utilizzata e conosciuta ed è, forse, proprio per questo che si trovano sempre più spesso, soprattutto all’interno di programmi televisivi o sui social media, persone che si credono e si spacciano per esperti, ma che, invece, esprimono opinabili valutazioni basate su elementi non scientifici, come credenze e proiezioni

Avvalersi della professionalità di Proxemica vuol dire, al contrario, avvalersi della consulenza di professionisti esperti che fondano le proprie analisi su metodologie scientificamente comprovate.

Per dare supporto scientifico alle loro valutazioni gli esperti di Proxemica fanno riferimento a tutte le conoscenze e le ricerche in materia, anche le più attuali, e, soprattutto, lavorano in continuo aggiornamento.

(1) Ente accreditato alla Formazione Superiore e Continua dalla Regione Lazio  – ha come finalità quella di formare nuove figure nell’ambito dell’analisi comportamentale fornendo conoscenze specifiche per attività di osservazione, comprensione, organizzazione ed analisi di particolari fenomeni criminali complessi. La sua storia è radicata nel nostro passato, ma trova fondamenti scientifici solo nell’era moderna. In molti hanno scritto e redatto manuali sulla fisiognomica, sulle espressioni universali, come Lombroso e Darwin. Ma è grazie alla ricerca ed agli studi di Paul Ekman, nel ‘900, che si definisce un metodo che permette di identificare qualsiasi movimento del volto umano, in modo descrittivo e privo di inferenze interpretative. Metodo che consente di acquisire le capacità di esaminare e gestire gli elementi comportamentali e comunicativi nell’ambito delle più svariate attività professionali. Integrare competenze tecnico-scientifiche più tradizionali con conoscenze più attuali e scientificamente comprovate riguardanti proprio gli aspetti comportamentali consente di utilizzare questa metodologia anche negli ambiti forensi, peritali, consulenze tecniche di ufficio e di parte, oltre che investigative. La Scuola di Alta Formazione in Analisi Comportamentale punta a specializzare queste specifiche figure professionali attraverso l’ acquisizione di strumenti e risorse tra i più aggiornati ed attendibili, affiancando al necessario apprendimento in aula, attività principalmente esperienziali attraverso l’utilizzo di simulazioni, esercizi pratici ed osservazione su campo.

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